Affermando che la generazione dell’HD è anche la generazione degli sparatutto, in prima o terza persona che siano, non si va molto lontano dalla verità. Se c’è un genere che negli ultimi anni ha davvero spopolato nelle classifiche di vendita è proprio quello che premia il giocatore con il fucile più grosso ed i riflessi più pronti, sia contro l’Intelligenza Artificiale che nelle arene online. In tale contesto proporre un nuovo brand che sappia emergere dalla massa, prefiggendosi perlopiù di offrire una formula di gameplay inedita, non è certo un gioco da ragazzi. Nonostante i due rimandi sulla data d’uscita, i ragazzi di Splash Damage sembrano assolutamente determinati a portare a termine i lavori su Brink senza rinunciare a nessuna delle caratteristiche promesse, offrendo dunque un’esperienza innovativa soprattutto per gli appassionati di sfide multigiocatore.

Due squadre da sei giocatori, contrapposte in un compito delicato: la Resistenza Umana (una delle due fazioni che popolano la città contesa nota come The Ark) ha collocato un’arma biologica ad alto potenziale in una zona industriale ed ha il compito di difenderla fino alla detonazione. La fazione contrapposta, Sicurezza Hitech, ha il compito di infiltrarsi nel sito pesantemente difeso, scortare un robot artificiere fino all’ordigno e disattivarlo. Scenari come questo saranno all’ordine del giorno in Brink, che alla sua natura di sparatutto in prima persona affianca un gameplay studiato e bilanciato per enfatizzare la cooperazione tra i giocatori ed al tempo stesso la competizione tra squadre contrapposte. Prima di entrare in partita è necessario scegliere una tra le classi disponibili: Il Soldato è votato alle armi d’assalto ed agli esplosivi, l’Ingegnere è in grado di posizionare torrette, migliorare temporaneamente le caratteristiche delle armi dei compagni e disarmare ordigni esplosivi, il Medico può curare o risorgere compagni incapacitati mentre l’Operativo è un esperto di hacking e può all’occasione assumere le sembianze di un membro della fazione nemica per un tempo limitato. Fatta questa importante scelta è possibile passare al menu di customizzazione del personaggio, vero e proprio parco giochi per i fanatici della personalizzazione: decine di capi d’abbigliamento, cappelli, maschere ed altri accessori, tatuaggi. L’intenzione è dare la possibilità ad ogni giocatore di rendere unico e riconoscibile il proprio look e gli strumenti certo non mancano, uniti ad un design molto curato e da subito accattivante. Da qui si passa al menu di customizzazione delle armi, anch’esso molto esteso: spendendo i punti esperienza accumulati durante le sessioni di gioco sarà possibile aggiungere molti gadget agli slot presenti sulle varie bocche da fuoco, implementando mirini, caricatori aumentati, lanciagranate ed altre amenità.

Completate tutte le operazioni preliminari, rese interessanti dalla grande quantità di opzioni e dai menu ben disegnati, si scende finalmente in campo. Nei panni di un Ingegnere della Sicurezza Hitech dovremo scortare insieme alla nostra squadra il robot artificiere attraverso gli angusti spazi dell’insediamento industriale, bersagliati di continuo dal fuoco del team avversario. Al fine di completare con successo la missione, il completamento degli obbiettivi dinamici è fondamentale: data la necessità di far giungere il robot illeso al sito dell’ordigno, la nostra squadra si è trovata a dover aprire barricate con l’esplosivo, riparare una gru e distruggere una cancellata. Gli obbiettivi vengono elencati all’interno di un menu dinamico sempre richiamabile alla pressione della direzione Su del D-Pad, in modo da non perdere mai di vista il proprio compito. Degno di nota è l’innovativo sistema SMART (Smooth Movement Across Random Terrain, letteralmente “spostamento scorrevole attraverso qualunque tipo di terreno”), un espediente che permette di attraversare velocemente gli ostacoli: la pressione del dorsale sinistro unita alla direzione dello sguardo attiva lo spostamento automatico del nostro alter ego, che supera o aggira l’ostacolo scegliendo automaticamente il percorso più breve.

Come anticipato, la cooperazione è il vero fulcro del gameplay: ad esempio, aprire le barricate ed i cancelli è compito del Soldato e dei suoi esplosivi, ma durante queste operazioni il resto della squadra deve necessariamente proteggerlo mentre i medici si occupano di tenere la sua salute in buono stato. Nei panni di un Ingegnere ci siamo trovati a svolgere compiti perlopiù difensivi, coprendo la squadra con il fucile d’assalto e piazzando le nostre torrette in punti caratterizzati da una buona visuale, in modo da arrecare più danni possibile agli avversari. Per quanto le sparatorie siano frenetiche e convincenti grazie all’ottimo feedback restituito dalle armi, la necessità di cooperare con i compagni e portare a termine gli obbiettivi nel minor tempo possibile dona a Brink un gameplay effettivamente unico nel suo genere, bilanciato e tutto sommato intuitivo. Per quanto la presenza in sala di giornalisti da ogni parte del mondo rappresentasse un ostacolo alla comunicazione verbale, non ci siamo mai trovati in difficoltà nel capirci con i nostri compagni di squadra e la visualizzazione molto chiara degli obbiettivi ci ha sempre aiutato nell’evitare di perdere di vista il nostro scopo. Nel complesso, la presenza degli obbiettivi dinamici eleva l’esperienza offerta da Brink rispetto all’offerta media degli sparatutto online, proponendo un gameplay più impegnativo, ma anche molto più soddisfacente. L’assegnamento dei punti esperienza sul campo riflette questa impostazione: per quanto ogni colpo a segno fornisca una piccola ricompensa, per accumulare grossi quantitativi di punti l’unico modo sarà partecipare attivamente al completamento degli obbiettivi.Titolo: Brink

Sviluppatore: Splash Damage
Publisher: Bethesda
Genere: Sparatutto in prima persona
Piattaforme: Pc, PS3, Xbox 360
Data di uscita: 20 Maggio
Segni particolari: La rivoluzione/evoluzione degli sparatutto

Arriva il videogioco Brink

Riscaldamento globale ed energie alternative

Il futuro prossimo ecosostenibile visto cogli occhi di un videogame. Ma c’è sempre il problema… dei profughi!

Sviluppato da Bethesda Softworks, Brink è un innovativo videogioco che descrive un ipotetico futuro (l’anno è il 2045) in cui il riscaldamento globale della Terra e lo sviluppo di energie alternative hanno portato alla creazione di un nuovo tipo di società.

A causa del surriscaldamento globale della crosta terrestre gli oceani si sono innalzati sopra il loro livello abituale sommergendo tutti i continenti. L’unica porzione di terra non sommersa dagli oceani è rappresentata dall’Arca, un arcipelago artificiale costruito originariamente come esperimento scientifico di habitat completamente autonomo e sufficiente e diventato ora l’ultimo baluardo della razza umana. Qui, grazie all’ultimo di fonti di energia rinnovabile e non inquinanti (come quelle che hanno causato il surriscaldamento e quindi la scomparsa dei continenti così come noi li conoscevamo) la popolazione è riuscita a sopravvivere, sviluppando un nuovo modo di vivere basato sul rispetto e su una relazione positiva e non distruttiva nei confronti dell’ambiente naturale.

Sull’Arca non ci sono automobili con i loro gas inquinanti e i combustibili fossili sono stai completamente banditi. La rete di trasporti funziona grazie a mezzi elettrici che hanno reso inutile l’impiego delle automobili, mentre la popolazione ha riscoperto il piacere di muoversi a piedi o in bicicletta.

Per quanto riguarda i rifiuti non esistono, invece, discariche di alcun tipo ma il ciclo virtuoso implementato consente di riciclare qualsiasi cosa: il sogno degli ambientalisti è diventato realtà.

Sull’Arca, inoltre, si è risolto anche il problema della carenza di acqua dolce grazie agli impianti di desalinizzazione.

L’umanità qui può guardare con rinnovato ottimismo al proprio futuro. Trattandosi di un arcipelago artificiale l’Arca può muoversi autonomamente ed è immune all’innalzamento degli oceani e lo stile di vita adottato dai suoi abitanti rappresenta il modello per tutte le future città che verranno costruite.

L’Arca, però, era stata originariamente progettata per accogliere un limitato numero di persone (solo alcune migliaia) ma, a causa della catastrofe globale e dal repentino innalzamento delle acque decine di migliaia di profughi disperati si sono diretti verso di essa per salvare la propria vita affrontando i flutti dell’oceano.

Da luogo di elite, dedicato solo a una minoranza, l’Arca si è dunque trasformata in un’accozzaglia di isole disordinate in cui l’originario spirito è ormai andato perduto ed il rischio di una nuova tragedia è alle porte. La popolazione è salita ormai a ben 45.000 abitanti appartenenti ad ogni razza e gruppo sociale. Il divario tra i ricchi discendenti degli abitanti originari ed i nuovi arrivati ha causato aspre tensioni che sono sfociate in una terribile guerra civile.

Il futuro dell’Arca e con essa dell’intero genere umano dipenderà dal giocatore…

Brink è finalmente disponibile su Pc, PS3 e Xbox 360.


 

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