Nel cuore della Basilicata sospesi a 400 metri di altezza tra le vette di due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa, a una velocità che può raggiungere i 120 chilometri orari

Si vola sopra le Dolomiti Lucane (così dette perché considerate le “sorelle minori” delle più note parenti del Nord anche se in versione ridotta per l’altitudine di soli mille metri). Tutti i giorni, escluso il lunedì, fino a domenica 13 settembre, è possibile, per chi ne ha il coraggio, attraversare dall’alto, in un minuto o poco più, il cuore della Basilicata, trascinati dal peso del proprio corpo, per un tragitto di 1550 metri (un record di lunghezza in tutta Europa) a una velocità che può raggiungere i 120 chilometri orari. Legati a un’apposita imbragatura e agganciati a un cavo d’acciaio sospeso a 400 metri di altezza tra le vette di due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa (due borghi arroccati a nido d’aquila su costoni rocciosi, da sembrare due presepi in pietra) si può vivere l’esperienza del volo d’angelo. Un’esperienza unica, ma soprattutto un nuovo modo di vivere a contatto con la natura e di andare alla scoperta della vera anima di un territorio. Quello che si presenterà agli occhi del visitatore, infatti, sarà un panorama che di norma è privilegio delle sole creature alate.

Una volta poi liberati dell’imbragatura e tornati con i piedi per terra si può scegliere di passeggiare tra i vicoli solitari dei due “comuni dirimpettai”, girare tra le abitazioni, incastonate tra le rocce, fare suggestive escursioni storico-naturalistiche, degustare prodotti locali. E poi ripartire e rivivere nuovamente l’ebrezza del volo sospesi tra cielo e terra. Due le linee il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 mt. La prima, detta di San Martino, che parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 mt) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 mt) dopo aver percorso 1415 mt raggiungendo una velocità massima di 110 Km/h. La seconda, la linea Paschiere, che permette di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1019 mt) e arrivare a Pietrapertosa (quota di arrivo 888 mt) toccando i 120 Km/h su una distanza di 1452 metri.
Il brivido del volo dura un solo minuto e mezzo, ma le emozioni che regala sono indescrivibili. E perché ne rimanga un ricordo vi è anche la possibilità di affittare una telecamera. Magari anche solo per immortalare il paesaggio circostante da una nuova visuale, insolita e soprattutto ricca di adrenalina. Una volta in aria davanti agli occchi si presenteranno i bizzarri picchi rocciosi che la fantasia popolare ha ribattezzato la Civetta, la Bocca del Leone, l’Aquila Reale, il Gufo, per la loro particolare conformazione che riporta davvero ai felini o ai rapaci (il risultato conseguito dall’agire deglia genti atmosferici sulle rocce arenarie), e una profonda gola (450 metri di altezza) con il giallo squillante delle ginestre a punteggiare rocce e precipizi. Insomma uno spettacolo mozzafiato.

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata