Importantissimo, anzi fondamentale per la pratica del mountainboarding è il corretto posizionamento dei piedi all’interno delle strap (ovviamente se si utilizzano attacchi da snowboard, oppure le fasce aggiuntive per bloccare il tallone, non c’è bisogno di particolari tecniche o accorgimenti).

Posizione dei piedi

Dopo aver regolato le fasce a velcro in base alle preferenze ed alla dimensione delle scarpe, siamo pronti per salire a bordo e spingere con con forza i piedi in avanti:

Per far aderire meglio la strap alla scarpa si può tirarla indietro con le mani.

Poi si spinge con il tallone verso l’esterno, facendo perno sull’avampiede, andando ad incastrare il piede contro la vite di fissaggio fino a sentire una lieve pressione nel punto di contatto.

Infine si ripeterà lo stesso movimento facendo perno sul tallone e portando la punta del piede all’esterno.

In questo modo (e con un po’ di pratica..) si riescono a mantenere i piedi fermissimi evitando che la tavola possa “scappare” contro la nostra volontà, ma allo stesso tempo si può sfruttare il tallone libero, ad esempio per modificare gli angoli in base al tipo di curva che stiamo affrontando, oppure si può sfilare il piede posteriore e spingere come sullo skate, magari per superare un punto con poca pendenza, senza dover per forza sganciare un attacco.

Primi passi

Quando ci si appresta a salire per la prima volta su una tavola da mountainboard, dopo aver saldamente infilato i piedi negli attacchi, la cosa migliore sarebbe scegliere un buono spot che unisca ad una lieve discesa, anche corta, uno spazio adeguato per fermarsi.

Altra tecnica fondamentale, da mettersi bene in testa fin da subito, è la manovra con la quale si scende dalla tavola, non bisogna mai mettere a terra un solo piede ma fare un piccolo saltino e sfilare entrambi i piedi contemporaneamente, questo perchè con un solo piede a terra la tavola continua ad avanzare assieme all’altra gamba e si rischiano distorsioni o stiramenti.

La prima cosa da tener presente è che il nostro attrezzo ha bisogno di prendere una velocità minima, un specie di “velocità di soglia” sotto alla quale i trucks non riescono a lavorare come dovrebbero.

Fortunatamente questa velocità risulta piuottosto bassa e la cosa migliore da fare per trovarla è salire sulla tavola e fare un paio di discese lasciandola semplicemente andare dritta e fermandosi in piano.

A questo punto, se già avete una minima esperienza in snow oppure skate o longskate, potrete tranquilamente usare i movimenti a cui siete abituati e ritrovarvi a saltare e disegnare curve di diverse ampiezze con una facilità ed immediatezza davvero disarmanti!

Nel caso in cui sia la vostra prima eserienza in quanto all’andare di traverso non c’è problema, il mountainboard è di gran lunga molto molto più facile da imparare rispetto agli altri sui “cugini”.

Come si fa a frenare/rallentare?

La tecnica principale per mantenere sotto controllo la velocità si chiama carving e consiste nell’effettuare ampie curve ritmate.

Se ci si trova in un prato a bassa pendenza come quello del video è sufficiente fare qualche curva restando in piedi, in pieno stile snowboard.

Quando si affrontano pendenze più sostenute bisogna assolutamente evitare di scendere seguendo la linea di massima pendenza, ma farlo per diagonali sfruttando appieno la larghezza della pista: giunti al momento di curvare il baricentro deve essere tenuto tanto più basso quanto più saranno alte velocità e pendenza (questo per essere pronti, in caso le ruote perdano aderenza, a fare powerslide).

Il powerslide altro non è che la tecnica base di frenata, è bene conoscerla anche se avete un tavola con il freno, potrebbe infatti esservi utile come frenata d’emergenza per bloccarsi in poco spazio (oltre ad essere davvero divertente).

Per eseguire un powerslide bisogna:

– piegare le ginocchia

– grabbare la tavola in indy; questo non è indispensabile ma, specie le prime volte, aiuta parecchio

– poggiare la mano anteriore portandola dietro al corpo

– girare con decisione le spalle verso monte

– contemporaneamente dare pressione sui talloni sbilanciandosi all’indietro con le spalle stesse (il paraculo è vivamente consigliato!)

All’inizio è normale ritrovarsi in fackie.

Fatto una volta poi è solo questione di migliorare la propria sensibilità sulla tavola per eseguirlo sempre meglio, in modi diversi e con più controllo.

Dopo aver imparato a fermarci in poco spazio possiamo provare a rallentare intraversando la tavola di colpo per poi riportarla subito nella direzione di marcia (attenzione provando questa manovra è molto facile essere sbalzati in avanti, quindi non dimenticatevi di indossare le ginocchiere!)

In questo modo si riesce a mantere una certa velocità senza però doversi necessariamente fermare, è sicuramente una frenata un pò più complessa di quelle viste fino ad ora, ma è molto utile e certamente non impossibile, la cosa migliore è provarla prima su terreni con poca aderenza (terra smossa, sabbia o erba bagnata).

Dopo il powerslide back-side siamo pronti per il front-side.

La tecnica è la stessa ma bisognerà grabbare con la mano anteriore vicino al piede davanti, mentre la mano dietro andrà ad appoggiare per terra:

Quando si è costretti a farlo per una frenata d’emergenza (magari per neutrallizare una grossa sbandata in velocità) lo si esegue con entrambe le mani a terra, semplicemente lasciandosi andare in avanti ed appoggiandosi.

Tipi di fondo

Fattore fondamentale di qualsiasi sport che si pratica su superfici irregolari è la capacità di “leggere” il terreno, in modo da prevedere il comportamento della tavola in base vari tipi di fondo e poter di conseguenza effettuare tutti i movimenti più adatti in ogni situazione.

Così come in snow non avremo le stesse reazioni surfando in fresca o incontrando una lastra di ghiaccio, anche con il mountainboard dovremo vedere per tempo i cambiamenti del fondo, magari trovando una bella pozza di fango nel mezzo di un prato.

Data la grandissima versatilità di questa tavola, con cui è possibile surfare un sacco di terreni, anche molto diversi tra loro, ci sono tantissime variabili che possono influenzare: velocità, tenuta in curva, efficacia, comportamento del powerslide e, in generale, tutto il nostro riding; soltanto facendo esperienza e sperimentando superfici diverse riusciremo a cogliere sempre meglio queste differenze rendendo la coordinazione occhi-corpo praticamente automatica.

Le cose fondamentali da ricordare sono 2:

Prima di tutto guardare avanti. Può sembrare un consiglio stupido ma un errore molto comune è quello di tenere lo sguardo basso, vicino alla tavola, in questo modo anche se si riesce a valutare perfettamente il terreno non  si riuscirà mai ad avere il tempo per affrontare gli ostacoli e cambiamenti in tempo.

Sguardo avanti quindi, diciamo una decina di metri, e gambe sempre morbide pronte ad assorbire o a scattare.

Cosa non meno importante, specialemente quando si affronta un nuovo percorso, è il controllo del terreno durante la risalita, facendo particolare attenzione alle linee che si pensa di tenere ed a individuare gli eventuali ostacoli (ad esempio grossi sassi o canalette di scolo).

L’ollie

La tecnica per saltare con il mountainboard (ollie) è esattamente uguale a quella dello snowboard e si può riassumere in 4 fasi fondamentali

1: caricare il più possibile il peso sul tail alzando le ruote anteriori

2: spingere con la gamba posteriore sfruttando il flex della tavola

3: piegare le gambe per avere la massima elevazione

4: distendere infine le gambe per ammortizzare l’atterraggio

A cura di www.boardoffroad.it/

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