Chi pratica mountain bike downhill è abituato a saltare, sprintare e scivolare con numeri acrobatici su scale, tetti, muri e rocce. Ma quello che attendeva i migliori mountain biker del mondo alla partenza del “Red Bull Desafio no Morro” a Rio de Janeiro ha superato tutte le esperienze finora vissute.

Il percorso di 760 metri con un dislivello di 170 metri, 13 ostacoli speciali e numerosi salti non si trovava infatti in un’area sportiva riservata, ma attraversava proprio il centro della Favela Dona Marta che si estende sotto la famosa statua del Cristo Redentore della metropoli brasiliana. Più di una volta i corridori si sono trovati a soli pochi centimetri da soggiorni, bar e negozi mentre sfrecciavano fino a 50 km/h nei vicoli larghi talvolta appena 80 centimetri.

“È come nei rally automobilistici quando la gente si rifugia nelle nicchie solo all’ultimo momento”, racconta lo slovacco Filip Polc. Oltre alle enormi difficoltà riservate dal percorso, i 16 partecipanti rappresentanti di sette nazioni, hanno dovuto confrontarsi anche con galline e cani che attraversavano spontaneamente le strade.
Nella finale disputata dai primi dieci lo slovacco Filip Polc ha ottenuto la vittoria davanti al brasiliano Marco e al britannico Dan Atherson. Il campione mondiale Gee Atherson ha bucato ed in finale si è potuto qualificare solo all’ultimo posto.
Anche per l’amministrazione della favela l’evento sportivo è stato qualcosa di speciale. Oltre un centinaio tra gli abitanti sono stati infatti ingaggiati dagli organizzatori prima, durante e dopo la gara.

Risulti:
1. Filip Polc (SVK) 1:39,91 min.,
2. Markolf  Berchtold (BRA) 1:41,57,
3. Dan Atherton (GBR) 1:42, 29,
4. Steve Smith (CAN), 1:45, 16,
5. Wallace Miranda (BRA) 1:46, 12

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