Impariamo le tecniche nello snowboard

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Impariamo le tecniche nello snowboard

Published on ottobre 19, 2009 with 2 Comments

Volevamo cominciare questa sezione elencandovi tutte le tecniche per imparare ad andare in snowboard. Un prezioso aiuto per le vostre lezioni

Beginner

  1. Posizione di base
  2. Spinta one foot
  3. Discesa dalla massima pendenza
  4. Derapata sulla massima pendenza
  5. Derapata in diagonale
  6. Virata stop
  7. Curva in sbandamento totale
  8. Curva controllata
  9. Diagonale in conduzione
  10. Curva controllata dinamica

Advanced riding

  1. Curva ampia condotta
  2. Curva ampia condotta concatenata
  3. Curva ampia condotta passiva
  4. Curva serpentina condotta
  5. Serpentina slide
  6. Scodinzolo
  7. Scodinzolo slide
  8. Curva one foot

Expert riding

  1. Virata 180
  2. Virata 180
  3. fackie
  4. Curve ampie slide
  5. Curve condotte medio raggio
  6. Carving
  7. Andatura fackie
  8. Super scodinzolo
  9. Ollie
  10. Jump
  11. Gobbe
  12. Powder

Tecniche dello snowboard

Beginner riding


Posizione di base La posizione di base è la posizione del corpo in fase di stasi in preparazione di un esercizio. E’ fondamentale acquisire una postura corretta per ergonomizzare i movimenti. Lo studio della tecnica attraverso teoria ed esercizi pratici, ha infatti lo scopo di ottenere dei movimenti armonici eseguiti nel modo più produttivo eliminando tutte le azioni inutili che aumenterebbero lo sforzo e limiterebbero la surfata. La posizione di base comunque è di tre tipi: la prima, adatta a chi ancora non ha un buon equilibrio ed una conoscenza empirica dello snowboard si realizza tenendo gli arti inferiori leggermente piegati e rilassati, le spalle lungo la direzione dello snowboard, le braccia leggermente aperte e rilassate per poter equilibrare la postura sia alzandole che abbassandole, i palmi rivolti verso la neve e lo sguardo nella direzione di marcia. Le altre due posizioni sono adatte a chi già ha assimilato le tecniche dei principianti (beginner) e passa alle advanced. Qui possiamo distinguere due posizioni di base, poiché i riders possono utilizzare attrezzatura hard o soft. Essendo lo scopo ultimo quello di ergonomizzare avremo una posizione hard che si differenzia dalla posizione di base precedentemente descritta, nelle braccia, che saranno tenute con i palmi rivolti verso la neve, nel braccio posteriore che invece di essere aperto sarà piegato a 90, nelle articolazioni delle ginocchia che saranno piegate maggiormente e nella spalla anteriore che sarà leggermente più bassa di quella posteriore. La posizione soft è più rilassata, le braccia scendono lungo il corpo e comunque la spalla anteriore è leggermente più bassa ed entrambe le spalle restano parallele allo snowboard. In alcune tecniche race si mantengono posizioni di base con gambe molto piegate e spalle perpendicolari alla direzione di marcia per usufruire di minimi spostamenti del corpo con massimi risultati operativi. Ogni parte del corpo è messa in modo da favorire la surfata. Nella posizione di base beginner avremo le braccia aperte per equilibrare, mentre nella posizione hard avremo le braccia pronte a favorire l’impulso rotatorio del busto all’interno della curva. Le gambe sono sempre pronte a piegarsi e distendersi. Bisogna comunque ricordare che essendo una posizione di base a seconda della tecnica utilizzata questa cambierà nel corso dell’esercizio.

Spinta one foot

Quando ci si trova su terreni piani la mancanza di pendenza costringe il rider a sganciare il piede posteriore per spingersi. Si riesce così a raggiungere zone in pendenza o il punto desiderato. Per spingersi è sufficiente tenere un piede sullo snowboard e con l’altro spingere sulla neve ripetutamente. Con le tavole soft che hanno angolazioni minori è più difficile trovare la coordinazione del movimento e si può anche alternare spinte su uno e su l’altro lato dello snowboard.

Discesa dalla massima pendenza

Questo è il primo passo per ogni principiante, è opportuno cercare un pendio dolce terminante in piano che permette quindi di fermarsi senza frenare. Mettendosi inposizione di base si pone lo snowboard sulla linea della massima pendenza e lo si lascia scivolare finché non si ferma. E’ un ottimo esercizio per iniziare a capire lo snowboard.

Derapata sulla massima pendenza

Non in tutte le aree surfabili è presente un pendio dolce terminante in piano, si può comunque iniziare ad assaggiare lo snowboard attraverso la derapata. In posizione di base si pone lo snowboard perpendicolare alla linea della massima pendenza e lo si lascia slittare omogeneamente. Il movimento all’inizio sarà a scatti e spesso succederà che la punta o la coda dello snowboard si indirizzino verso la linea della massima pendenza. Per ottenere un movimento fluido bisogna riuscire a trovare il giusto angolo di incidenza sulla neve in modo che lo snowboard scivoli leggermente e omogeneamente. Ogni volta che aumenta la velocità, bisogna inclinare maggiormente lo snowboard per frenare e questi cambi di inclinazione possono determinare il movimento a scatti. E’ assolutamente indispensabile non far mai superare la perpendicolare al centro della terra dalla lamina a valle, se succedesse l’equilibrio sarebbe talmente compromesso da essere irrecuperabile determinando una caduta. Per correggere la direzione quando la punta o la coda dello snowboard si indirizzano verso la linea della massima pendenza, bisogna aumentare il peso verso la parte dello snowboard che resta a monte. L’aumento del peso si ottiene semplicemente inclinando la spalla in quella direzione. Il peso così disposto determinerà una leggera torsione di quella porzione di snowboard che ne favorirà lo scivolamento verso la massima pendenza. Arrivati alla linea perpendicolare alla massima pendenza si potrà quindi tornare in posizione di base con il peso centrale e riprendere una derapata omogenea. La derapata può essere eseguita sia in backside, posizione in cui si arriva subito ad avere un controllo del’attrezzo anche se spesso non utilizzando le caviglie ed in frontside, più stancante per l’utilizzo di muscoli generalmente poco sviluppati. La derapata è una tecnica che resta utile nel tempo, si applica quando si trovano tratti stretti in cui non è possibile curvare, o quando ci si sposta lentamente in un tratto ripido in mezzo alle persone o quando non ci si sente in condizione di applicare tecniche superiori.

Derapata in diagonale

Giunge il momento in cui si desidera attraversare la pista. A questo punto si cerca in posizione di base di porre lo snowboard perpendicolare alla linea della massima pendenza e lasciarlo slittare da un lato all’altro della pista in diagonale. Aumentando la pressione sulla punta dello snowboard mediante uno spostamento del peso in avanti determinandone così una leggera torsione, si diminuirà l’angolo di incidenza della punta e lo snowboard si dirigerà verso la linea di massima pendenza.

Virata stop

Questo esercizio ha l’unico scopo di frenare. In posizione di base si pone lo snowboard sulla linea della massima pendenza, lo si lascia scivolare e di colpo si ruota il busto di 90° derapando per incidere sulla neve e frenare. Maggiore è la velocità e maggiore sarà l’angolo di incidenza con conseguente inclinazione del’asse corporeo all’interno della virata.

Curva in sbandamento totale A questo punto iniziamo a curvare. La prima curva è più uno sbandamento. Partendo dalla posizione di base, in derapata diagonale, si aumenta il peso sul piede anteriore per determinare la torsione della punta dello snowboard in modo che si diriga sulla linea della massima pendenza e a questo punto si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare. Si riporta il peso centralmente, lasciando sbandare lo snowboard finché non raggiunge la direzione desiderata. Ci si ritrova quindi in diagonale derapata. Le curve in sbandamento totale sono curve singole che vengono affrontate dal principiante con lo scopo di imparare a cambiare direzione. Alla fine della curva per restare in equilibrio si può procedere in derapata e per rallentare si aumenta l’angolo d’incidenza.

Curva controllata

Il passaggio alla curva controllata deve avvenire in modo graduale, non è producente determinare un salto da una tecnica all’altra, la curva controllata è infatti la naturale evoluzione della curva in sbandamento totale. Si Parte dalla posizione di base in derapata diagonale, si aumenta il peso sul piede anteriore, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, e si lascia sbandare di 50-70 cm uniformemente lo snowboard ottenendo una curva molto ampia e graduale, finché non si raggiunge la direzione desiderata. E’ importante memorizzare bene l’impulso rotatorio del busto all’interno della curva, la sensazione sarà quella esagerare il movimento, ma poiché lo snowboard segue il movimento del corpo ad una attenta osservazione, eventualmente in videoripresa, sarà possibile constatare che le spalle restano sempre in linea o appena oltre lo snowboard. Per ottenere dei movimenti esatti ed una postura corretta, bisogna guardare sempre nella direzione di marcia verso il punto che si vuole raggiungere a fine curva. Guardando verso il basso si rischia di non eseguire l’impulso rotatorio e di non riuscire a curvare. Spesso i principianti vanno a finire dove guardano; nella neve.

Diagonale in conduzione

Per passare alla curva controllata dinamica bisogna prima imparare ad eseguire la diagonale in conduzione. E’ un esercizio che richiede solo un po’ di pratica. In posizione di base si pone lo snowboard quasi perpendicolare alla linea di massima pendenza, con la punta appena in discesa, in modo che la leggera pendenza gli permetta di muoversi e lo si lascia scorrere sullo spigolo. Si lascia scorrere lo snowboard sulla lamina attraversando la pista.

Curva controllata dinamica

La curva controllata dinamica inizia ad introdurre il movimento di piegamento e distensione che verrà poi accentuato nella curva ampia condotta. Si parte dalla posizione di base in diagonale in conduzione, si accenna una distensione per effettuare il cambio di lamina, si aumenta il peso sul piede anteriore nella prima metà della curva accennando un piegamento e ruotando gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare. Nella seconda metà della curva si accenna una distensione, si lascia sbandare di 50-70 cm lo snowboard ottenendo una curva molto ampia e graduale finché non raggiunge la diagonale che si eseguirà nuovamente in conduzione.

Advanced riding


Curva ampia condotta

La curva ampia condotta è il cuore dello snowboard. Per conduzione si intende lo scorrimento sul filo della lamina. Gli elementi che intervengono in una curva condotta sono in parte controllabili dal rider, che a questo punto inizia ad avere un discreto equilibrio, in parte determinati dall’attrezzatura ed in parte incontrollabili. Per avere una sensibilità tale da controllare completamente lo snowboard in tutti i suoi aspetti ci vogliono comunque almeno 300 giorni di allenamento. Il tragitto di una curva ampia condotta quindi varia a seconda della raggio di sciancratura e a seconda della flessibilità dello snowboard. Il raggio è comunque modificabile con una maggiore o minore pressione sullo snowboard, con uno spostamento del peso sulla punta o sulla coda e con una torsione lungo l’asse longitudinale dello snowboard. L’esecuzione standard avviene partendo dalla diagonale in conduzione, mantenendo lo snowboard sulla lamina, si distendono le gambe, si cambia lamina di appoggio, si inizia il piegamento delle gambe e contemporaneamente si porta il busto in rotazione all’interno della curva con la mano anteriore almeno 10 cm oltre lo snowboard. Giunti a due terzi della curva, l’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Più è ripido il pendio, più la curva termina in direzione della salita. A questo punto si torna in posizione di base e si effettua la diagonale condotta.

Curva ampia condotta concatenata

Le curve ampie condotte di solito vengono eseguite in serie proprio per il piacere di sentire la forza centrifuga che ti schiaccia verso lo snowboard e la velocità che rende i cambi di lamina automatici ed aerei. Viene quindi esclusa la diagonale condotta e si passerà direttamente dalla fine di una curva ampia condotta all’altra.

Per visualizzare meglio l’esercizio possiamo immaginare i solchi tracciati sulla neve dallo snowboard; due mezze lune interrotte dal cambio di lamina. Considerando una curva uno dei solchi possiamo descriverne l’esecuzione partendo dal cambio di lamina dove si piegano le gambe e contemporaneamente si inizia una rotazione del busto all’interno della curva.

Terminato il piegamento si distendono le gambe continuando l’impulso rotatorio del busto e si procede al cambio di lamina. Vi è stato un periodo in cui la tecnica dello snowboard intendeva che la distensione servisse solo per cambiare lamina.

Oggi considerato che continuando a condurre in distensione si può tornare maggiormente verso la salita, si definisce la distensione come un movimento che nella prima parte serve a continuare la conduzione e nella fase finale serve a cambiare lamina di appoggio.

La durata della conduzione in distensione può variare a seconda di quanto si desidera prolungare la curva in salita o renderla ampia. L rotazione del busto arriverà alle gambe determinando la caduta del peso del bacino sulla lamina in modo da aumentare la pressione esercitata dal piegamento e dalla distensione.Più è ripido il pendio, più bisogna terminare la curva in direzione della salita per rallentare la velocità. A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. La larghezza complessiva del tracciato occupato deve essere compresa fra i 16 ed i 25 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard.

Per modificare il raggio di sciancratura si può intervenire piegando lo snowboard come se fosse un arco. La deformazione maggiore ed uniforme si ottiene piegando repentinamente e potentemenete le gambe e una maggiore inclinazione dello snowboard la favorisce decisamente. Una deformazione parziale può essere anch’essa produttiva se dinamica; si può infatti iniziare la curva con il peso verso la punta in modo da inarcarla e finire la curva con il peso sulla coda ottenendo lo stesso risultato. L’armonicità dei movimenti si ottiene comunque applicando sia la deformazione della punta che quella della coda. Un altro sistema consiste nel torcere lo snowboard creando al centro fra i due attacchi il punto di torsione.

La torsione si può ottenere arretrando o avanzando il ginocchio posteriore nella direzione di marcia durante la fase di curva. Utilizzando attrezzatura hard è più proficuo e armonioso arretrare il ginocchio in frontside e avanzarlo in backside. Naturalmente per l’armoniosità del movimento e per la simmetricità dei raggi di curva è meglio utilizzare entrambe le manovre o nessuna. La torsione dello snowboard fa scorrere la lamina anteriore su un binario e quella posteriore su un altro che pur avendo lo stesso raggio di arco ha una traiettoria leggermente diversa; sulla neve infatti il solco risulterà più largo.

Non è quindi consigliabile su terreni ghiacciati praticare la torsione, in quanto farebbe perdere di aderenza l’attrezzo e dominare la forza centrifuga. Utilizzando invece attrezzatura soft si sente meno la necessità di ricorrere alla torsione; le tavole freestyle e freeride hanno infatti raggi di sciancratura ridotti. Comunque volendo utilizzarla è più proficuo invertire i momenti; avanzare il ginocchio in frontside e arretrare il ginocchio in backside.

Attenzione però; la tenuta di una tavola soft è minore per via della lamina effettiva ridotta e inoltre essendo più larga è meno resistente alla torsione, bisogna fare attenzione a non esagerare il movimento pena la perdita di conduzione. Un altro modo di ridurre il raggio di curva è inclinare maggiormente lo snowboard fino ad arrivare ad effettuare un carving. Quello che determina un cambio di direzione, la curva, è l’impulso rotatorio del busto; questo si trascina dietro gli arti inferiori e la tavola che vi è allacciata. Il risultato di questo singolo movimento però sarebbe una curva in sbandamento totale.

Per entrare in conduzione si utilizzano i piedi che di conseguenza ad un cambio di lamina deciso ed il peso della spalla anteriore più bassa premono la lamina sulla neve. La conduzione comunque durerebbe solo pochi secondi poiché dominerebbe la forza esercita dall’impulso rotatorio del busto e lo snowboard inizierebbe a sbandare. Si esegue allora il piegamento, il cui scopo è quello di continuare a premere sulla lamina in modo che questa scorra creandosi un binario.

Finito il piegamento però non si ha più nessuna forza che contrasta l’impulso rotatorio, questa infatti deve proseguire lungo tutto l’arco della curva.

A questo punto allora si esegue la distensione, che serve a premere ancora sulla lamina. Finito il piegamento infatti, abbiamo una tale forza centrifuga che ci porta verso la lamina di appoggio, che una distensione, non troppo lenta, sviluppa la stessa pressione sulla lamina di un piegamento. L’ultimo pezzo di distensione poi sarà utilizzato per cambiare lamina di appoggio. Se la velocità è alta si avrà un cambio aereo, cioè un cambio di lamina in cui per un istante né la lamina di front né la lamina di back toccheranno per terra. Osservando i solchi lasciati dallo snowboard sulla neve si vedranno infatti le due mezze lune più distanti del solito. E’ importante inoltre calibrare bene l’estensione e la durata del piegamento e della distensione in modo da non avere tratti di curva privi di pressione sulla lamina. Prevarrebbe infatti la forza di sbandamento causata dall’impulso rotatorio.

Curva ampia condotta passiva

La curva ampia condotta può anche essere eseguita in modo passivo. In questo caso non si eserciterà un impulso rotatorio, ma si terranno le spalle in linea con lo snowboard, di conseguenza non sarà necessario eseguire forti piegamenti e distensioni, ma sarà sufficiente piegare le gambe quel tanto da avere la possibilità di cambiare lamina quando si distenderà. Non essendoci l’impulso rotatorio infatti, sarà sufficiente la forza centrifuga che spinge lo snowboard verso la neve a mantenere la conduzione.Le curve ampie condotte seguono una traiettoria determinata dal raggio di sciancratura dello snowboard e qualora questa fosse morbida, potrebbe ridursi il raggio di curva per la conseguenza della forza centrifuga.

Curva serpentina condotta

La curva ampia condotta ha dei limiti. Quando la larghezza del tracciato è ridotta o quando è poco ripido, si può eseguire la serpentina condotta che consiste in una serie di curve condotte concatenate che invece di occupare una traccia di 16-25mt. occupa solo 5-10mt.Partendo dalla discesa sulla massima pendenza, si pone lo snowboard sulla lamina, lo si lascia scorrere accennando con il busto una rotazione all’interno della curva con la mano anteriore 5-10 cm oltre lo snowboard. Si distendono le gambe per cambiare lamina di appoggio e una volta terminata la distensione si piegano. L’impulso rotatorio accompagna tutta la curva. Il tracciato occupato da due curve sarà di 4-5 metri.A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità.

Serpentina slide

Se ci si trova invece su un pendio ripido non è consigliabile condurre una serpentina, in quanto è una curva in accelerazione e dopo poco sarebbe difficile controllare lo snowboard. Si utilizza quindi la tecnica della serpentina slide. Si parte dalla discesa diagonale derapata, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, si alleggerisce completamente il piede posteriore e facendo perno sul piede anteriore si lascia sbandare lo snowboard ottenendo una curva larga 2-3 metri. Si ripete poi l’esercizio nella direzione opposta ottenendo un tracciato che complessivamente occupa 4-5 metri. Tutte le curve devono avere lo stesso raggio e velocità. In sostanza la serpentina slide è paragonabile a due derapate consecutive; una frontside e una backside. In questa tecnica è facile incorrere nella controrotazione in frontside; ci si può trovare facilmente con il bustoéa valle anche se si è in frontside. Per ovviare a questo errore frequente è opportuno guardare sempre a monte finche non si ha automatizzato il movimento.

Scodinzolo

Con lo snowboard è possibile eseguire anche curve più strette della serpentina. Lo scodinzolo è una curva in conduzione che restringe il tracciato occupato in una larghezza di un metro e mezzo. E’ una tecnica da eseguire su pendii dolci o per brevi tratti. Occorre coordinare bene i movimenti, perché è facile ritardare a muovere il busto in confronto alle gambe. Lo scodinzolo si esegue partendo dalla discesa sulla massima pendenza ponendo lo snowboard sullo spigolo, lasciandolo scorrere sulla lamina, distendendo leggermente le gambe per cambiare lamina di appoggio per poi piegarle. Il busto effettua una rotazione all’interno della curva con la mano anteriore 5-10 cm oltre lo snowboard che accompagnerà tutta la curva.A questo punto si ripete l’esercizio nella direzione opposta. Le curve devono essere sempre eseguite tutte con lo stesso raggio, la stessa velocità e lo stesso ritmo.

Scodinzolo slide

Quando le piste sono affollate sui bordi si forma uno strato di neve riportata che rappresenta un fastidio per gli sciatori e un gran divertimento per i riders. Su questo bordo si può eseguire lo scodinzolo se il pendio è dolce e lo scodinzolo slide se il pendio è ripido. Questa tecnica è indicata per le tavole soft con cui è più semplice surfare sulla neve morbida. Partendo dalla discesa diagonale derapata si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare, si alleggerisce completamente il piede posteriore e facendo perno sul piede anteriore si lascia sbandare lo snowboard di circa 50-70 cm. Si ripete poi l’esercizio nella direzione opposta occupando un tracciato complessivo di circa 1,5 metri. Tutte le curve devono avere lo stesso raggio e velocità.A differenza della serpentina slide, in cui il tracciato è più largo, non lasciamo sbandare lo snowboard totalmente fino ad arrivare quasi perpendicolari alla linea di massima pendenza, ma lasciamo sbandare la coda di circa 45°.

Curva one foot

L’utilità di saper curvare con un solo piede agganciato allo snowboard, sta nel poterlo controllare quando si scende dalla seggiovia, evitando così accartocciamenti e ammucchiate con chi si ferma davanti all’arrivo o quando si utilizzano i vecchi impianti skilift. La curva one foot è comunque essenziale per gli istruttori, che la usano quando insegnano a dei principianti, potendo così risalire facilmente qualche metro, fermarsi a spiegare comodi ed eventualmente aiutare gli allievi. Per eseguire una curva on foot si parte con il solo piede anteriore agganciato allo snowboard ed il posteriore poggiato fra i due attacchi dalla diagonale derapata o dalla discesa sulla massima pendenza, si aumenta il peso sul piede anteriore, si ruotano gli arti superiori nella direzione in cui si vuole girare e si lascia sbandare lo snowboard finché non raggiunge la direzione desiderata per poi riportarsi in posizione di base.

Expert riding

Virata 180 La prima manovra freestyle da imparare è la virata 180° aerea. Per raggiungere questo obbiettivo si può passare intanto dalla virata 180° non aerea. Per ruotare è sufficiente lasciare scivolare lo snowboard facendo attenzione che lamina non incida mentre si ruotano le braccia nella direzione di rotazione. La virata 180° aerea può essere eseguita sia girando in senso orario che in senso antiorario. Sia partendo dal backside che partendo dal frontside. In tutte le varianti è un eserecizio che termina con l’andatura in fackie. Per questo motivo è consigliabile provare qualche volta questa andatura prima di cimentarsi nel 180°. Il consiglio è comunque di iniziare imparando il 180° partendo dal frontside con rotazione della spalla posteriore verso monte. In questo modo se una volta atterrati doveste cadere potreste appoggiare le mani per terra, mentre nell’altro senso potreste sbattere la testa. Per ottenere un atterraggio migliore dato che si deve poi solitamente unire un frontside fackie, si può atterrare nuovamente in frontside e sfruttare così totalmente le tre articolazioni. Gli atterraggi in backside infatti non permettono di sfruttare entrambe le leve dell’articolazione della caviglia; appoggiandosi direttamente sul tallone resta esclusa la pianta del piede. Possiamo quindi partendo dalla diagonale condotta frontside piegare le gambe e preparare lo slancio di rotazione con le braccia per poi saltare ruotando il busto a monte nella direzione backside e farlo seguire nella rotazione dallo snowboard (la coda della tavola ruota verso monte), atterrare quindi in backside per affrontare una diagonale condotta in andatura fackie o atterrare in frontside per una eventuale curva fackie.Imparato questo tipo di virata 180° aerea si può anche provare nelle altre soluzioni.

Virata 180° fackie

Sicuramente più utile che imparare le altre virate è riuscire poi a tornare dal fackie al forward. Anche in questo caso è consigliabile ruotare la parte posteriore della tavola verso monte in modo da realizzare un atterraggio più sicuro. Partendo dalla diagonale condotta andatura fackie frontside, si piegano le gambe, si prende lo slancio con le braccia per la rotazione per poi saltare ruotando il busto nella direzione frontside facendo passare verso monte la parte dello snowboard posteriore rispetto al senso di marcia. Si atterra quindi in backside per affrontare una diagonale condotta in andatura forward o in frontside per una eventuale curva.

Curve ampie slide

Quando ci si trova su pendii ripidi, larghi ma non abbastanza da poter eseguire una una curva ampia condotta o quando ci si trova in condizione di non poter risalire a monte per poter rallentare l’andatura si eseguono le curve ampie slide. Una curva ampia slide può anche essere inserita in un contesto di curve ampie condotte, qualora vi fosse un ostacolo non superabile con un cambio di raggio realizzato con maggiore o minore piegamento delle gambe. La curva ampia slide si esegue partendo dalla diagonale condotta o dalla diagonale derapata. Durante la curva si fa scorrere sulla lamina lo snowboard solo nella parte anteriore, si lascia sbandare la coda di circa 20 cm alleggerendo il peso sul piede posteriore e si porta il busto in rotazione all’interno della curva con la mano anteriore almeno 10 cm oltre lo snowboard. Effettuato il cambio di lamina si piegano leggermente le gambe alleggerendo il peso sulla gamba posteriore in modo da entrare in conduzione solo con la parte anteriore dello snowboard. L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva e finito il piegamento, tornando in posizione di base si eseguirà o una diagonale condotta o slide. Se si vogliono concatenare più curve si eseguirrà un cambio di lamina distendendo le gambe lentamente in modo che la pressione non determini la conduzione totale della lamina. I movimenti di impulso rotatorio, piegamento e distensione devono essere ridotti rispetto ad una curva ampia condotta. Piegamento e distensione accentuati porterebbero alla conduzione totale. L’impulso rotatorio accentuata, essendoci poca pressione sulla lamina porterebbe ad una curva controllata.Le curve concatenate devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità.

Curve condotte medio raggio

Curva condotta a medio raggio non significa che se ne esegue una parte come accade nella serpentina, ma che si deforma talmente lo snowboard da poter restare in conduzione senza accelerare occupando un tracciato largo circa 7 metri.

Questa è l’unica tecnica non race in cui invece di avere le spalle in linea con lo snowboard, si tengono perpendicolari alla direzione di marcia. La posizione di base quindi è diversa. Le gambe vengono piegate molto e i palmi delle mani toccano la neve all’interno della curva, a destra la mano destra e a sinistra la mano sinistra. Attenzione alle dita delle mani, devono essere tenute in alto ed il palmo rivolto verso la neve altrimenti si possono rompere.

Appoggiare le mani ha una sua funzione. Una parte dell’energia cinetica viene scaricata con l’attrito sulla neve. Lo scopo della curva è mantenere una velocità costante occupando un tracciato ristretto.Per eseguirla quindi, partendo dalla discesa sulla massima pendenza, porre il busto perpendicolare alla direzione di marcia, iniziare la conduzione sullo spigolo, piegare esageratamente le gambe portando il peso in avanti in modo da inarcare la punta dello snowboard. Giunti a metà curva spostare poi il peso posteriormente e distendere le gambe per inarcare la coda dello snowboard effettuando il cambio aereo dello spigolo.

Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. Il tracciato occupato deve essere compreso fra i 4 ed i 7 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard.Questa è la tecnica hard più complessa. Richiede un notevole coordinamento ed una buona sensibilità nei piedi.

La curva a medio raggio è comunque eseguibile solo su neve non ghiacciata. Utilizzando la deformazione esagerata dello snowboard la lamina non riuscirebbe a tenere la conduzione su tutta la sua lunghezza. Spostando il peso del corpo prima sulla punta e poi sulla coda si riesce a farla lavorare solo su porzioni di snowboard con un arco uniforme. Il problema della tenuta su tutta la lamina è infatti dovuto non tanto allo snowboard, quanto al mancato inarcamento della zona fra gli attacchi. In questo punto infatti lo snowboard essendo generalmente spinta da entrambe i piedi, non si flette omogeneamente. Se spinta da un solo piede potrebbe flettersi omogeneamente es la pressione fosse talmente calibrata da non dividerla in due archi di raggio diverso, ma resterebbe comunque una zona di non flessione sotto gli attacchi a causa delle boccole. Una soluzione potrebbe essere unire le ginocchia in curva, ma bisognerebbe avere i piedi posizionati a 0° e comunque non si potrebbero piegare le ginocchia per spingere sulla lamina.Qualcuno sta sviluppando degli studi sull’attrezzatura per ovviare a questa deformazione non omogenea, non le grosse ditta, ma piccoli artigiani che utilizzano alta tecnologia e sono più interessati a vendere qualità invece che quantità.

Carving

Il carving è una curva ampia condotta portata al radicale. Il primo a divulgarla fu Serge Vitelli ed infatti il nome originale di questa manovra sarebbe “vitelli turn”.

Il carving viene eseguito spingendo la tecnica delle curve ampie condotte all’estremo. SI ottiene inclinando al massimo lo snowboard, in modo da arrivare a toccare la neve con le mani, le ginocchia (in front) e il sedere (in back). Il carving sarebbe una conseguenza diretta della curva ampia condotta eseguita in velocità e su forti pendenze.

Occorre almeno una di queste due condizioni per poter generare tanta forza centrifuga che faccia premere la lamina sulla neve, da bilanciare l’esasperata inclinazione. Effettuato il cambio di lamina inclinare quanto più possibile lo snowboard, lasciarlo scorrere sulla lamina, piegare le gambe portando il busto in rotazione all’interno della curva tendendo la mano anteriore o entrambe verso la neve fino ad arrivare a toccare a causa dell’elevata inclinazione. Esaurito il piegamento distenderere le gambe e poi cambiare spigolo di appoggio.

L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Più è ripido il pendio, più la curva termina in direzione della salita. Le curve devono essere eseguite tutte con lo stesso raggio e la stessa velocità. La larghezza complessiva deve essere compresa fra i 16 ed i 35 metri a seconda del raggio di sciancratura dello snowboard. In condizioni di neve morbida o compatta aiutarsi spostando il ginocchio posteriore verso l’interno della curva. E’ spettacolare veder poggiare la mano posteriore sulla neve durante il frontside.

Non è tecnicamente corretto, poiché porta ad una mancata rotazione del busto di conseguenza non siha più il controllo totale dell’attrezzo. Non è facile evitare un ostacolo improvviso e ci si lascia portare dallo snowboard invece di guidarlo. Dopo molto allenamento comunque si può riuscire a poggiare la mano posteriore eseguendo comunque l’impulso rotatorio. Per sfruttare al massimo la tecnica del carving si possono portare entrambe le mani sulla neve all’interno della curva aumentando così l’impulso rotatorio.

E’ molto produttivo utilizzare la distensione per sdraiarsi sulla neve conducendo.

Anche nel carving si possono utilizzare l’arretramento del ginocchio per torcere lo snowboard e le deformazioni non omogenee (prevalentemente in punta all’inizio della curva, prevalentemente in coda alla fine). Queste ultime sono poco indicate a basse velocità. Se si volesse eseguire un carving a “o” bisogna avere molta velocità arrivare su un pendio dolce e giunti a fine curva dopo la distensione effettuare un nuovo piegamento delle gambe sempre ruotando all’interno della curva.

Se il nuovo piegamento viene eseguito almeno al punto di massima pendenza in salita, il punto di stallo, alora si riuscirà a proseguire. Una pista con contropendenza può aiutare nella manovra in quanto il punto di stallo è più facile da raggiungere e superare. Nella curva opposta al contrario sarà difficilissimo superarlo. Le tavole alpine lunghe e con raggi di sciancratura fra i 9 ed i 16 metri aiutano ad eseguire ampi carving.

Andatura fackie

L’andatura fackie è una manovra propriamente soft che può essere eseguita anche con attrezzatura hard. Si può eseguire partendo direttamente all’indietro o effettuando una virata 180°. Partendo dalla discesa sulla massima pendenza procedendo in direzione della coda dello snowboard lo si mantiene sullo spigolo. Si lascia scorrere sulla lamina portando il busto in rotazione all’interno della curva, si distendono le gambe lentamente per cambiare lamina di appoggio e poi si piegano per mantenere la conduzione. L’impulso rotatorio accompagnerà tutta la curva. Da qui si effettua la diagonale condotta.

Super scodinzolo

Una tecnica che richiede grande coordinamento è il super scodinzolo. Si tratta dell’accenno di una curva, in realtà invece che curvare si continua a cambiare lamina di appoggio, occupando un tracciato di circa 50 cm. In questa tecnica il busto resta fermo e la mano anteriore resta nella direzione di marcia, perché se anticipasse lo snowboard si allungherebbero i tempi di cambio e si otterrebbe lo scodinzolo. Le gambe si muovono unicamente per cambiare di lamina. La tavola deve toccare con la lamina sulla neve e subito, prima di scorrere deve essere alzata per il cambio. Non è una tecnica molto utile sulla neve, però è sicuramente un esercizio utile alla coordinazione.

Ollie

Questa manovra freestyle che deriva dallo streetskate è utile per superare ostacoli improvvisi. Bisogna alzare repentinamente la parte anteriore dello snowboard ed immediatamente far seguire la parte posteriore sfruttando le capacità elastiche dello snowboard per poi atterrare con lo snowboard leggermente in punta o piatta.

Jump

Qui si parla di salti semplici, dal punto di vista della figura in aria. Per quanto semplici possono comunque essere molto alti e lunghi a seconda del tarmpolino e della velocità con cui losi affronta; Partendo dalla discesa sulla massima pendenza o dalla diagonale condotta, si piegano le gambe per poi saltare in corrispondenza del dente del jump. S raccolgono poi gli arti inferiori per distenderli non completamente e ammortizzare l’atterraggio che non deve essere eseguito con la parte anteriore dello snowboard. Imparato il jump si può iniziare a passare a manovre freestyle più complesse.

Gobbe

Le gobbe sono un terreno divertente ed impegnativo per lo snowboard. Non è sempre possibile passarvi in mezzo e quindi fino ad una certa altezza è possibile girarci sopra. Un terza via è ammortizzarle e richiede una preparazione fisica ed una prontezza di riflessi altissima. Per girare sulle gobbe bisogna far coincidere il cambio di lamina di appoggio con la cima della gobba. Per affrontare la gobba frontalmente si conducendo sulla lamina assorbendo fortemente le gobbe.Per evitarle si procede dove possibile in conduzione, ma il più delle volte in slide, aggirandole con rapidi cambi di lamina. In ogni caso non si parla di curve simmetriche come negli altri esercizi dello snowboard.

Powder

In neve fresca possono essere eseguite quasi tutte le tecniche dello snowboard. Naturalmente vanno scelte in base alla pendenza ed alla polverosità della neve. La differenza è nella distribuzione dei pesi. Essendo morbida, la neve fresca non perdona gli errori di distribuzione dei carichi, che la neve battuta e le costruzioni in cap correggono. E’ importante mantenere un peso centrale o leggermente maggiore sulla coda dello snowboard a seconda della velocità. Questo non significa arretrare il corpo nella direzione di marcia o tendere la gamba anteriore. Nel primo caso avremmo una riduzione drastica delle capacità di controllo sugli ostacoli improvvisi, nel secondo caso avremmo una una riduzione della capacità di assecondare il terreno. Se si vuole aumentare il peso sulla coda a causa dell’aumentare della velocità, bisogna aumentare la pressione con il piede posteriore, restando con il corpo in posizione centrale. Si sarà così pronti a bilanciare cambi di terreno che spesso sono poco visibili. Solo se si raggiunge una velocità tale da riuscire a far planare lo snowboard o si viaggia su pendii poco inclinati, è consigliabile arretrare leggermente il corpo. Alla fine di una curva se il corpo è arretrato è difficile effettuare un cambio di spigolo di appoggio omogeneo ed è facile perdere il controllo.

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2 Comments

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  1. Ma qual è la tecnica per curvare in neve fresca?

  2. ok perfetto ottima spiegazione davvero..però se voglio effettuare un 180 gradi quando si atterra quale è il piede che rimane avanti quello di partenza o l’altro??

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