Il wakeboard è una combinazione di snowboard, skate, surf, sci nautico: si può surfare l’onda prodotta dall’imbarcazione, sfruttarla come rampa per fare figure in aria come con lo snow o lo skate, oppure scivolarci sopra avendo la sensazione si surfare su neve fresca…

La differenza sostanziale è che lo snowboard scivola sulla neve, generalmente dura e compatta, quindi le cadute lasciano dei segni, invece con il wakeboard si scivola e si cade sull’acqua, decisamente più accogliente ed amichevole della neve!

Nasce negli Stati Uniti nei primi anni ’80 dai surfisti da onda: furono proprio loro che nei noiosi ed inattivi momenti di mancanza d’onda cominciarono a farsi trainare da vari tipi di imbarcazione.

Poi le tavole cominciarono a cambiare forma: furono accorciate e ristrette sempre più, furono poi montate delle straps simili a quelle del windsurf per renderle sempre più maneggevoli.

Nacque così lo skurfer, un vero surrogato del surf da onda. Poi sono cambiati i modi di vedere lo sport e le tavole: queste ultime assomigliano più agli skateboards nel senso che prendono una forma simmetrica a poppa e prua con pinne su entrambi i lati gli attacchi assomigliano a quelli dello snowboard, non si tenta di surfare la scia ma si cerca di saltarla usandola come rampa per fare i salti più impensati: capriole, salti all’indietro, 360, fino a 720. Una varietà di manovre, per chi padroneggia lo strumento, pressoché illimitata. Non esiste neanche, come nel surfing, una direzione preferenziale, goofy o regular, ma si cerca di “wakebordare” in entrambe le direzioni. E si è così arrivati alla wakeboard, ossia “tavola da scia”.

Un aspetto positivo del wakeboard è che si può praticare con qualsiasi tipo di imbarcazione (rispettando le norme di navigazione e i divieti delle capitanerie).

Se però si vuole volare davvero, bisogna utilizzare imbarcazioni attrezzate appositamente per questo nuovo sport: vengono infatti caricate in modo da creare l’indispensabile hard wake (onda dura), oppure viene utilizzato un pilone da traino rialzato in modo da avere più stallo in aria.

Imparare non è poi così difficile come può sembrare, è indispensabile saper nuotare, per il resto basta solo un po’ di impegno e la giusta dose di spericolatezza!

L’apprendimento è molto rapido e semplice e ciò è dovuto soprattutto alla superficie molto ampia della tavola che permette una facile fuoriuscita dall’acqua.

E’ anche più facile dello snowboard per la differente presa di spigolo dell’acqua rispetto alla neve: la conduzione ed il cambio diventano in questo modo molto più agevoli.

In genere si comincia con qualche esercizio a secco, poi si scende subito in acqua, meglio se con la guida di un esperto che può fornire tutte le indicazioni per compiere le evoluzioni. In circa dieci lezioni si può arrivare a livelli quasi agonistici!

Vediamo un po’ come cominciare:

Uscita dall’Acqua

Entrate in acqua, mettete la tavola perpendicolare alla barca, piegate le gambe tenendo le ginocchia vicine e distendete le braccia; non appena la barca inizia ad andare e sentite che la tavola fa resistenza, fatevi tirare in avanti finché non arriverete con le spalle all’altezza delle ginocchia e contemporaneamente lasciate scivolare la tavola verso il sedere, ora ruotate la tavola nel senso di marcia (se siete goofy porterete il piede destro avanti) rimanendo con le gambe piegate, e in un attimo, starete galleggiando fuori dall’acqua!Rimanere in equilibro le prime volte sarà un po’ difficile, cercate di rimanere diritti con il corpo, le gambe devono rimanere sempre un po’ piegate anche per ammortizzare le onde,.

Quando avrete raggiunto una buona posizione e preso confidenza con curve e accelerazioni potete cominciare a tentare qualche manovra più azzardata!

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